Scongelare e ricongelare gli alimenti è una pratica fortemente sconsigliata per i problemi nutrizionali e salutari che ne potrebbero derivare.

Sulle etichette degli alimenti surgelati c’è scritto chiaramente che non vanno ricongelati dopo lo scongelamento, ma è davvero così? E qual’è il motivo?

L’indicazione di non ricongelare gli alimenti una volta che sono stati scongelati, è presente in tutte le etichette dei prodotti surgelati che si acquistano al supermercato, ma vale anche per gli alimenti che congeliamo nel nostro freezer di casa. Di solito, gli alimenti congelati vanno consumati al massimo entro 24 ore dallo scongelamento e solo dopo la cottura che ne distrugge la carica microbica.

Ma cosa succede se ricongelo gli alimenti scongelati?

Ricongelare significa non solo perdere alcuni valori nutrizionali preziosi, ma anche il sapore diventa molto meno intenso e, soprattutto, significa rendere un alimento pericoloso dal punto di vista batterico e rischiare di compromettere la nostra salute.

Il congelamento casalingo comporta la formazione di cristalli di ghiaccio che rompono la struttura delle cellule dei cibi congelati, ciò comporta la perdita di valori nutrizionali. A livello industriale questo non avviene perché l’abbattimento della temperatura con la surgelazione è molto più veloce e si formano cristalli di ghiaccio molto piccoli che non creano danni agli alimenti.

Con lo scongelamento degli alimenti congelati nel freezer di casa, vi è la perdita di proteine, di vitamine e minerali nella cosiddetta acqua di scongelamento. Questa conseguenza si amplifica se un alimento, dopo essere stato congelato e scongelato, viene poi ricongelato. Ci ritroveremmo con un alimento che è quasi del tutto privato di valore nutrizionale.

Ma c’è un’altra conseguenza del ricongelamento che è molto più pericolosa per la nostra salute. Tutti gli alimenti hanno una loro carica batterica che non viene abbattuta quando vengono congelati. Anzi, con il congelamento i batteri entrano in stato di quiescenza e riprendendo a moltiplicarsi non appena l’alimento viene scongelato. Quindi, quando un alimento scongelato viene ricongelato, il numero di batteri si moltiplica in maniera esponenziale, risultando pericoloso per la nostra salute. È vero che cuocendo i cibi i batteri moriranno, ma non bisogna considerare che i batteri in vita rilasciano delle tossine potenzialmente pericolose che resistono alle alte temperature. Anche per questo non è consigliabile ricongelare un alimento scongelato neanche dopo che è stato cotto, perché rimane quella carica di tossine che in alcuni casi può essere pericolosa per la salute.

Quali sono gli alimenti che è meglio non congelare?

Congelare gli alimenti è sicuramente un buon metodo per avere una scorta in casa, ma mentre alcuni cibi si possono congelare tranquillamente: carne, pesce e legumi per esempio. Altri è meglio di no, anche per la sgradevole consistenza che assumono quando vengono poi scongelati.

Per citarne alcuni: non andrebbero congelate le patate, sia crude che cotte; Le uova, sia crude che sode; le verdure a foglia verde come la lattuga o comunque frutta e verdura molto ricca di acqua; pasta e riso.

Fondamentale per la conservazione dei cibi congelati è ovviamente la qualità e la manutenzione del vostro freezer, nonché il corretto uso degli appositi scomparti.

In ogni caso, è sempre preferibile consumare alimenti freschi, poiché le loro proprietà nutrizionali sono sicuramente superiori a qualsiasi alimento congelato.

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